Una petizione per salvare le acque sotterranee in Puglia

Salviamo la falda in Puglia

Con l’articolo 10 della legge di assestamento del bilancio in procinto di essere approvata (link), la Regione Puglia si appresta a protrarre per l’ennesima volta la sanatoria che perpetua da decenni il depauperamento dell’unica fonte di acqua della quale dispone l’intera regione: le falde sotterranee. Nel blog AlterGeo (link) da tempo si cerca di tenere traccia di questa annosa e infinita vicenda.

Si tratterebbe infatti dell’ennesima proroga a quanto disposto dall'art. 15 della L.R. 18/1999 (link) che prevedeva lo stop ai pozzi abusivi, che si traduce in ben 14 anni di sovrasfruttamento dell’unica risorsa idrica della quale dispone la Puglia, già in stato di fortissimo degrado qualitativo e quantitativo.

I pozzi abusivi e mai denunciati attualmente in esercizio nella nostra regione, molti da parecchi decenni, secondo alcune stime risultano essere almeno 120.000, mentre appena 14.000 quelli regolarmente concessi ai sensi della L.R. 18/1999, quasi raddoppiati a 26.000 grazie alle reiterate proroghe in sanatoria accordate dalla stessa Regione negli ultimi 14 anni.

E proprio queste continue proroghe che la schizofrenica Regione Puglia approva dal 1999 costituiscono un totale e assurdo controsenso rispetto alle norme di salvaguardia per le acque sotterranee delle quali la stessa Regione si è di recente dotata, con l’adozione e approvazione del Piano di Tutela delle Acque (link). A seguito della salinizzazione per ingressione marina causata proprio dal sovrasfruttamento delle acque sotterranee, il PTA stabilisce per le zone costiere adriatiche e ioniche pugliesi e quasi tutto il Salento il divieto assoluto di escavazione di nuovi pozzi.

Ma con queste reiterate sanatorie di pozzi esistenti (che in perfetto stile condono edilizio all’italiana possono essere stati perforati anche pochi giorni prima della presentazione dell’istanza) non si cagiona solo un enorme danno alla già depauperata risorsa idrica sotterranea, ma anche alla professione di Geologo. Le istanze in sanatoria infatti prevedono unicamente il pagamento di una esigua sanzione pecuniaria e NON VANNO CORREDATE DI RELAZIONE IDROGEOLOGICA a firma proprio del Geologo, ovvero l’unico elaborato tecnico in grado di definire la compatibilità dell’opera con l’assetto idrologico sotterraneo. Relazione tecnica invece richiesta dalla L.R. 18/1999 per tutti i nuovi pozzi.

Ciò premesso, va considerato che:
  • tutte le proroghe in sanatoria dei pozzi si protraggono da oltre 14 anni nell'inerzia dell’Ordine dei Geologi Regionale della Puglia, fatte salve un paio di iniziative che però poco hanno ottenuto;
  • le stesse procedure di sanatoria, non prevedendo la presentazione della Relazione Idrogeologica, costituiscono di fatto un aggiramento di quanto disposto dalla L.R. 18/1999 per quanto riguarda le istanze di concessione all’estrazione di acque sotterranee; in tal modo infatti per l’istante è sicuramente più economico e meno complicato perforare direttamente un pozzo e chiederne la sanatoria, a totale discapito della tutela delle acque sotterranee e della professione del Geologo;
  • le suddette modalità di presentazione delle istanze in sanatoria cagionano di fatto un danno incalcolabile alla professione del Geologo, con una perdita netta di introiti per la categoria di circa 60 milioni di euro, tenendo conto della sola stima di 120.000 pozzi ancora da dichiarare/condonare;
  • la Relazione Idrogeologica comporta una assunzione di responsabilità diretta da parte del Geologo, che accerta l’opera di captazione venga realizzata con tutti i criteri atti a garantire la conservazione della qualità delle acque sotterranee (rivestimento, cementazione, profondità), scongiurando altresì il pericolo che lo stesso pozzo possa diventare un veicolo di inquinanti in falda.

Pertanto, i sottoscritti cittadini e professionisti chiedono:
  • al Presidente della Regione Puglia on. Nichi Vendola di emendare il testo del DdL 11/2013 attualmente in fase di approvazione con lo scopo di cessare una volta e per tutte la reiterata emanazione di provvedimenti che concedano sanatorie e condoni riguardanti pozzi esistenti ai sensi dell’art. 15 della L.R. 18/1999, mettendo fine allo scempio della risorsa idrica sotterranea;
  • al Presidente della Regione Puglia on. Nichi Vendola di emendare ulteriormente il medesimo DdL 11/2013 affinchè le istanze di sanatoria dei pozzi attualmente in essere vengano integrate dalla presentazione della Relazione Idrogeologica, così come effettivamente previsto dalla L.R. 18/1999 restituendo al Geologo il ruolo primario di tecnico del settore;
  • al Consiglio dell’Ordine dei Geologi della Regione Puglia di sostenere la presente petizione e farsene portavoce presso la Presidenza e il Consiglio della Regione Puglia.

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